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sabato 9 ottobre 2010

SINGAPORE - KUALA LUMPUR

27-9 ore 15
Cinque giorni dall' ultimo scritto. Si, abbiamo avuto molto da fare e da vedere.
Gia' la mattina del 23, dopo aver preso posto in banchina a RAFFLES MARINA,  ci siamo fiondati fuori a visitare la metropoli. E ancora il giorno successivo fino a sera.
Devo dire che si e' alquanto ingrandita da quando ero passato nel '90. Qui le torri spuntano e crescono in breve tempo, come i funghi.
 Ora siamo nell' era dell' acciaio e del cristallo: fantastici e faraonici parallelepipedi azzurri si innalzano verso il cielo, ognuno a significare la potenza di una multinazionale, come nel Rinascimento le famiglie facoltose di una citta' facevano a gara nel costruirsi la torre piu alta. Le motivazioni sono pressoche' le stesse oltre al fatto di sfruttare lo spazio in verticale.
Ma di Singapore cio che colpisce di piu e' quello che sta attorno alla city, specie venendo dal mare. Centinaia di navi, petroliere, portacontiner all' ancora e in moto. E le coste, sature ormai di cantieri, ciminiere, cisterne, altiforni, centrali termoelettriche. Si capisce sopratutto da qui come quest' isola sia un nodo nevralgico di industrie e commerci per questa parte dell' Asia, molto piu di quanto possano dire le grosse firme del centro - Gucci, Armani, Rolex etc - e il Gran Prix di Formula Uno, che e' stato disputato proprio ieri.
 Primo arrivato, Fernando Alonso su Ferrari. Viva l' Italia !
Anche il giorno successivo l' abbiamo passato da turisti.
 Oggi invece  abbiamo ripreso il mare cercando di risalire la costa Malese.
Ma Murphy non dorme mai e appena fuori dal marina ci ha spedito una serie di nuvoloni piovosi e rafficosi che ci hanno costretto a ridossarci all' ancora a est di punta Piai.
Aspettiamo.

30-9 ore 20
PORT DICKSON. 137 miglia da Singapore centellinate in quattro giorni di navigazione diurna e tre notti all' ancora lungo la costa, dovunque fosse, a fine giornata. Questo perche', tra il traffico di grosse navi nel canale dello Stretto di Malacca e le chilometriche reti da pesca tese perpendicolarmente alla costa, di notte sarebbe stato come trovarsi tra Scilla e Cariddi. Data la stagione avanzata e nel periodo di cambio dei monsoni, ci siamo fatti parecchio motore. Domani, scartoffie per l' ingresso ufficiale in Malesia, poi vedremo se corrisponde alle fantasie di Emilio Salgari che scriveva di pirati, tigri e impenetrabili giungle. Firmato: Sandokan

5-10 ore 22
Mah... anche la Malesia di Salgari e' stata fagocitata dalla globalizzazione. Poi ti dico.
Ci siamo spostati da Port Dickson a Port Klang, piu vicini a KUALA LUMPUR,  Se Port Dickson e' una piccola cittadina dove convivono apparentemente daccordo islamici, indu e cinesi, divisi per quartieri, Port Klang da' l' accesso alla metropoli Kuala Lumpur. Primo biglietto da visita le TWIN TOWERS, che si chiamano anche Petronas ma la gente di qui preferisce la denominazione Torri Gemelle, quasi a rimarcare un' eredita' acquisita dopo la caduta di quelle di New York. Effettivamente l' effetto e' notevole: due missili di 459 metri puntano verso il cielo irradiando attorno i bagliori sinistri dell' acciaio di cui sono costituite. Le torri piu alte del mondo dopo l' antenna di 800 metri di Dubai. Stanno a significare anche la nuova potenza economica della Malesia acquisita in pochi anni con il lavoro indotto e a basso costo proveniente dall' estero. La si nota anche nella magnificenza degli altri grattacieli, i nuovi treni, parchi,santuari tipo BATU COVES, musei, quasi una nuova Singapore, ai margini della quale ristagnano pero' sacche di poverta' nelle gente che vive su scarne palafitte tra fanghi e rifiuti lungo le rive dei fiumi. E' tutto ancora in via di divenire ma dai cambiamenti rapidi. Dei vecchi quartieri di Kuala Lumpur rimane solo in zona cinese qualche cadente palazzotto. Dai giorni contati. Carte della Malesia alla mano, si puo vedere che al di fuori delle regioni piu antropizzate il territorio rimane alquanto vergine e selvaggio. Poche strade, molti fiumu, laghi, acquitrini. Qui forse potremmo ritrovare la Malesia del nostro Emilio, con tanto di tigri e adoratori della dea Kali', armati di kriss. Cerchiamo una jeep 4 x 4.

lunedì 16 agosto 2010

DARWIN - BALI

DARWIN. Qui approdo' l' illustre omonimo CHARLES, da cui prese il nome la citta', durante il periplo del mondo della durata di tre anni, sul veliero BEAGLE. Viaggio che ispiro' poi nel corso della sua vita la dirompente teoria sulle origini e i processi evolutivi dei viventi del pianeta. Vista dal largo Darwin assomiglia a Manhattan, ma con qualche grattacielo in meno ( oltre alle Twin Towers). Possiamo azzardare, una piccola NY di frontiera, per il marcato stile anglosassone e la buona organizzazione del privato e del sociale. - Anche troppo - dicono gli australiani, per il fatto che si sentono oberati ultimamente da troppe regole e ordinamenti. I territori al di fuori della citta' sono in gran parte grandi riserve e parchi naturali ai quali si accede con vari mezzi; camper, auto, bus, piccoli aerei. Per me, la mountauin bike; una lunga pedalata in giornata per vedere i coccodrilli al CROC. PARK , praticamente una grossa Farm di allevamento e riproduzione di questi rettili dalla pelle molto redditizia una volta lavorata in vari manufatti. Massimo e Stefano invece si sono concessi una settimana in camper fino a ALICE SPRING e ULURU. Beati loro. Io, grossi lavori in barca tra cui la pulizia di un tank del gasolio dalle morchie accumulate in una vita.

5-8- 2010 ore 20
Passata la festa....si naviga! dalle 13,15 sbrigate le formalita' del Custom, fatto il pieno di acqua e gasolio, abbiamo ripreso il mare. siamo sempre in 4 ma, via Stefano e Lars, sono subentrati Riccardo, arrivato fresco dall' Italia il 29 e Alberto due giorni fa da Brisbane, con cui ero in contatto gia dallo scorso anno, essendo egli in Australia gia da tempo per lavoro e svago; leggi, convinto surfista. Rotta per 280 gradi, direzione BALI da cui distiamo 948 miglia.

6-8 13,15.
110 miglia nelle 24 ore. Poche. Causa correnti e vento contro. Ora abbiamo un 25- 30 nodi da E da questa mattina. Ammainata la randa proseguiamo solo fiocco. Bella giornata di sole. Mettiamo a seccare il pane.

7-8 13,15.
115 miglia > 24 h. Solo fiocco e poco vento di notte. Andatura soft per far passare il maldimare a uno della troupe. Secchiamo altro pane prima che faccia la muffa.

8-8 13,15.
Posizione: 11gr. 21' sud, 125 gr. 34' est. Calato il vento. Fortunatamente sempre dai settori est; proseguiamo lentamente sotto spinnaker. Preso un tonno di passaggio. Cioe', lui passava per i fatti suoi quando l' amo del nostro rappala l' ha arpionato sulla pinna dorsale ed e' cosi che l' abbiamo issato a bordo, di traverso, in modo tale che fino all' ultimo pensavamo di aver pescato una sula. (gabbiano)

9-8 13,15.
Cielo pulito, poco vento. Tutta randa e fiocco. 102 M >24 h. Ieri dopo il primo tonno ne abbiamo pescato un altro piu grosso. Ci stiamo strafogando di tonno in padella, in umido, nella pasta, etc. P.S.: era una tonna, la bottarga sotto sale.

10-8  13,15.
Altre 115 M > 24 h. Giornata no. Poco vento, troppo sole. Issando lo spinnaker, una prima volta andava a caramellarsi, la seconda si impigliava nell' ancora strappandosi alla base, la terza finalmente saliva a riva ma tutto incerottato. All' orizzonte si profila l' isola di PU PU SAWU. In acqua sfilano alcuni tronchi alla deriva. Cuidado ! Avanziamo lentamente a 3-4 nodi.


11-8 13,15.
Alé ! 147 M >24 h. Cominciamo a rimontare. Ormai superate a dritta le isole di TIMOR, ROTI, PU PU SAWU, DANA e stiamo costeggiando SUMBA molto al largo. Giornate di sole rovente e notti di stelle fiammeggianti. Tuttok, a parte un problemino questa notte alla timoneria di sinistra. Diciamo che ero rimasto senza lavoro...

12-8 13,15.
Sotto spi, sospinti dal respiro regolare dell' aliseo di SE. 102 M >24 h. Siamo sui 9 gradi di latitudine sud, come alle Marchesi. Stesso caldo tropicale che stemperiamo a secchiate di acqua di mare dalla scaletta di poppa.
13-8 13,15.
Mancano 75 M a BALI. 120 M percorse da ieri. Compaiono sempre piu spesso barconi da pesca indonesiani dalla prua bassa e slanciata e la poppa alta grossa e quadrata, tipica delle giunche cinesi. Filano centinaia di metri di palamiti con grosse esche che forse scendono in profondita', in questo mare dai fondali di 2000 metri.

14-8 20,00.
Ciao. Qui BALI MARINA, ormaggiati in banchina tra altri giramondo. Ci siamo arrivati al terzo tentativo : al primo abbiamo dato fondo in rada a BENOA, come da regolamento, chiamando ripetutamente via radio e telefono le autorita' locali. Alle 10 di mattina, sabato. Nada! Al secondo tentativo ci siamo accostati ad un peschereccio cinese in porto, chiedendo informazioni; ma qui ferveva una frenetica attivita di carico e scarico tra il fracasso dei motori accesi e un vociare assordante. Tutto molto folcroristico: uno dei cinesi ha preso un cesto e - wont you snake ? - ne ha estratto un paio di cobra tra le decine di altri che si agitavano nel fondo. Finalmente una buonanima del gruppo ci ha segnalato questo marina , nei pressi, e ha chiamato con il suo cell. per avvertire del nostro arrivo. Ok. Qui Balimarina. Il resto della giornata, trascorso con Alberto (gold man) a piedi tra un ufficio e l' altro nell' abitato di Benoa per vedere di metterci in regola. Finche pero' non becchiamo l' uff. immigrazione aperto, siamo confinati in barca. Amen.

sabato 24 luglio 2010

TORRES STRAIT - DARWIN

...eccoci. THURSDAY ISLAND e' un ' isola proprio curiosa. Ci si chiede subito come si sia potuto sviluppare un centro abitato cosi ben organizzato in un' isoletta di un miglio e mezzo, tra le altre che la circondano, piu grandi e quasi deserte, in mezzo allo Stretto di Torres. Da informazioni apprese sul luogo, risulta che questa isola si prestava inizialmente come sosta per il rifornimento di carbone per le navi che risalivano il Queensland e imboccavano l' Albany Passage. Vi sostavano inoltre in permanenza diversi evasi dalle carceri australiane, insieme a gruppi di pescatori di ostriche perlifere. Cosicche il governo decise di mettere ordine anche qui, come nel resto dell' Australia, con i suoi collaudati metodi anglosassoni. Ora, pare che l' isola sia appetibile, seppur fuori mano, come ultima frontiera dove investire in una seconda casa da usare nel tempo libero. Operazione questa per gente eccentrica, che si vuole diversificare - vacanze nello Stretto di Torres - E perche no? Il clima e' tropicale, quello che ci vuole per fuggire i reumatismi degli inverni di Sydney o Camberra. Pero', occhio ai coccodrilli.

11-7domenica ore 10,30
Ripartiti. Imboccato il Mar di Arafura a ovest di Thursday island. 20- 30 nodi da SE fino a martedi. Randa con 3 mani di terzaroli più fiocco. 720 miglia a Darwin.

12-7 10,30
538 M a Darwin. Preso alla traina altro makarel più grosso della volta scorsa. Procediamo con trinchette gemelle.

13-7 10,30.
436 M a Darwin. Vento forte da SE come sempre in questa stagione. Brutte onde esplodono sotto gli scafi. Ma il battellino e' al sicuro sulla rete di prua sgonfiato e legato.

14-7 10,30
Questa notte si e' aperto un anello della catena che sta alla base dello stralletto della trinchetta. Incredibile ! Acciaio inox da 6 mm, probabilmente ha ceduto la saldatura sulla chiusura dell' anello. Proverbio: ogni catena non e' piu forte del suo anello piu debole. Quindi tutto l' equipaggio in coperta a ripristinare l' assetto originario, anche perché stavamo troppo vicini al faro di Capo Wessel che e' stato una tribolazione da doppiare a causa di una corrente contraria. 329 M a Darwin.

15-7 10,30
216 M a Darwin. Continua il vento forte unito a piovaschi. Poco sole, i pannelli piangono. Solo fiocco ridotto e bisogna stringere l'andatura fino quasi al traverso per non allontanarci troppo dalla costa. Lars ha chiesto un termometro per la febbre. Grosse onde frangenti massacrano di uppercut Andromeda sotto il pianale tra gli scafi. Vediamo se resiste per le prossime due ultime riprese.

16-7 10,30
97 M a Darwin. Imboccato lo Stretto di Dundas, largo 15 miglia come Gibilterra, eppure con una tale corrente in uscita dalla baia di Van Diemme che siamo costretti a dare anche di motori. Cielo limpido, vento moderato, sempre da SE.

17-7 21,00
E' fatta ! Qui Darwin. Sette giorni daThursday Island con un'unica sosta questa notte a ridosso del faro di Capo Hotham a sud della baia di Van Diemme. Quest'oggi ancora motori, sopratutto per superare la forte corrente tra due zone di reef dove, pur andando a 8 nodi sul log, ne facevamo solo 1,5 reali sul GPS. Ancoraggio a Fanny Bay. Conosciuti tra le tante barche in rada Anna e Pierpaolo di Talismano che finora avevamo sentito solo via radio.

venerdì 19 febbraio 2010

SYDNEY - COFFS HARBOUR

1 -1 -2010  CAPODANNO.

Ore 0.30 Ecco,come dicevamo, 18 minuti di fuochi, scoppi e girandole tra le campate del Ponte.
Buon Anno.
ore 22.50 Giornata tranquilla. Ci siamo riportati a Blackwattle Bay a ripulire la barca da tutti i cascami fuligginosi dei petardi.
Nel pomeriggio durante un giretto in battellino con Phil. vediamo al pontile di fronte un catamarano con l'albero divelto e messo di traverso sulla tuga. Lo skipper e' un americano che ha avuto la sventura di vedersi cadere l'albero addosso cercando di passare sotto il ponte di DARLING HARBUOR che pero' era troppo basso. Scarsa attenzione? Troppe libagioni? Comunque sia non la potra' considerare una giornata tranquilla.

4 -1
ore 20.00 Riaprono le attivita' dopo le feste. Cosi' ci siamo mossi , motore e fiocco, per fare acqua, benzina e gas a Rushcutter Bay. Quindi, motori e fiocco, ripassiamo per la settima volta sotto il famoso Ponte e andiamo ad ormeggiare ad una boa a sudest dell'abitato di DRUMMOYNE. Scendiamo a terra tutti e, nell'ordine:
Velaio. Chiuso fino al 18.Shipchandler. Pittura, redancie e life line.
Pub irlandese per giro di birre. Questa del Pub e' nata per caso; incuriositi e attirati (come Pinocchio dalla musica delle giostre di Mangiafuoco mentre andava a scuola) da un edificio dove sventolava una bandiera italiana, ci siamo trovati invece all'ombra e al fresco della vecchia Irlanda. Non male.
Verso il tramonto mentre sono alle prese con lo smontaggio del pulpito di poppa, arriva un barchino con un tale che ci invita a sloggiare dalla sua boa. Bloody English! Motori. Ci tocca tornare dalle parti del Fish Market.

24 - 1
Siamo ancora a Sydney. Praticamente da un mese, essendo arrivati la mattina di Natale 2009.
 A Syd. si sta bene. Per quanto si giri per la citta' c'e' sempre qualcosa di nuovo da scoprire.
 Ma le novita' in questo frattempo sono state altre. Grossi lavori sul sistema idraulico della timoneria, che peraltro ci ha fatto conoscere la cittadina di CHATSWOOD dove ci siamo recati in treno io e Eugen per portare un pistone a olio a cambiare le guarnizioni. Sempre con Eugen e' seguito poi un tour in pullmann alle BLUE MOUNTAINS con discesa speleologica nelle grotte della zona. Almeno si stava al fresco, data la calura all'esterno.
La ricerca di un genoa piu grande ha portato alla fine ad un risultato positivo; salvo imprevisti, domani il velaio FRED dovrebbe ricevere un genoa della giusta misura riscontrata da lui stesso qualche giorno fa qui a Blackwattle Bay. Fred mi era stato segnalato da Josie (Josephine) amica e compaesana di Umberto de Luca aspirante acquirente di questo catamarano.
Altra novita' di rilievo, il 14 e' arrivata ELENA.
Navigatrice ormai scafata (2 scafi) , come altri amigos che su Andromeda si sono trovati bene, vedi Phil, e' tornata a vivere altre esperienze nautiche. Le e' toccata cosi' la messa a terra del catamarano in una spiaggetta isolata in un fiordo ad ovest di MANLY. Con tutti gli inconvenienti e gli imprevisti che la cosa ha comportato, tipo marea insufficiente, scavi di fosse nella sabbia e fatiche varie.
 Ma anche questa e' fatta; un' incombenza inderogabile per fissare uno zinco al piede dell'elica e cambiare l'olio degli ingranaggi interni. 



Dopo tutto cio', e' recente di ieri, per poco la barca non e' finita a scogli !
Ce ne stavamo tutti in giro per la city in cerca di ombra e di fresco quando nel primo pomeriggio sono partite una serie di raffiche micidiali di vento da sud ! Primo pensiero: terra' l'ancora ? Di corsa verso il Fish Market ! Andromeda non e' piu al suo posto e non si vede in giro...Il battellino in banchina non c'e' piu , segno che Phil e' arrivato prima di noi. Corri a fare il giro della baia ! Andromeda se ne sta proprio in mezzo e pare sia in movimento. Phil a bordo corre qua e la trafficando con le ancore. Insomma per farla breve e' successo questo: alle prime raffiche l'ancora ha cominciato ad arare; per grazia del cielo due velisti del monoscafo vicino l'hanno raggiunta con il loro dingy e hanno dato fondo ad una seconda grossa ancora della loro barca con tanto di catena e cima. E' chiaro che devo avere dei Santi in Paradiso che in questi casi disperati mobilitano squadre di angeli salvatori. Angeli che vivono di birra. Ora scendiamo e gliene prendiamo due casse.
 Invece i Santi non so come ringraziarli; mi hanno aiutato anche l'altro giorno quando eravamo ormeggiati ad una boa di Manly. Ce ne stavamo tutti sulla spiaggia dei surfisti quando mi arriva un sms in inglese che dice che stanno portando via Andromeda dalla boa per chissa' quali motivi ! Altra corsa a perdifiato ed ecco l'Andromeda con accostato un motoscafo della Capitaneria. Telefonate concitate, pagaiata furiosa per raggiungerli, motori e ancoraggio nei pressi. La boa e' privata e chissa' chi li ha chiamati per rimuovere la nostra casetta galleggiante. OK. Domani, presentarsi in capitaneria da Steve Brown per il conto !
L'indomani mi presento, ma con Elena che parla l'inglese come l'italiano e quando Steve Brown la vede e le parla, si scioglie come un ghiacciolo al sole e ci lascia andare liberi e belli senza nessunn addebito. ALLELUJA !.

28 - 1
ore 20 Lasciata la baia di Sydney. Alle 8 di questa mattina, abbiamo cominciato a risalire la costa verso nord. Gia' qualche miglio l'abbiamo guadagnato ieri fino a Manly con una veloce veleggiata di bolina larga, timoniere Phil. Motori invece per le 15 miglia che ci separano dall'ingrasso di BROKEN BAY. Per il pomeriggio e' prevista pioggia.
Andiamo quindi ad ormeggiare ad una boa pubblica da 24 ore di HALLETS BEACH, ben dentro un fiordo protetto da ogni vento. Sulla spiaggia antistante e' in corso una partita di cricket tra due squadre che non si capisce da dove siano spuntate dato che oltre a noi si vedono ormeggiati un monoscafo e una house boat. Forse via terra. Vedremo domani. Intanto mi faccio un giretto esplorativo in kayak e al ritorno mi becco un acquazzone in piena regola. No problem. L'aria e' calda, l'acqua tiepida e i goccioloni che tempestano la superficie del mare fanno nascere una miriade di fiori bianchi, luminescenti nel grigiore diffuso del temporale. Inzuppato e felicemente sorpreso da questa novita', mi metto a cantare a squarciagola !

9-2-2010
ore 22. Siamo a LAKE  MACQUIRE  ENTRANCE, ormeggiati ad una boa prima del ponte apribile. Dopo piu di 10 g. passati a Broken Bay da una baietta all''altra, ci siamo mossi all' alba approfittando di un calo di vento che per giorni ha imperversato cattivo e bagnato da NE. Oggi, motori e vele per 35 M sotto un bel sole amico.
Per il periodo trascorso a broken Bay, che e'stato una felice vacanza, scriveremo a parte. Merita.

10-2
ore 22. Dopo attenta valutazione, niente lago, solo mare. Quindi in mattinata ci siamo fatti le 12 M rimanenti per arrivare a NEWCASTLE, grossa citta' industriale, centro carbonifero per il quale decine di cargo stazionano al largo ancorati su 30 m aspettando il rimorchiatore di turno per fare il loro carico. Sosta meridiana ad una boa presso Stockton Bridge e ci spostiamo ad un Marina piu vicini al centro. Segue pedalata pomeridiana attraverso i punti salienti della city e chiudiamo in serata con gran finale a Fish&cips in un pub tipicamente english.

11-2
ore 20. Cotti come pere! Che e' successo? Un pomeriggio intero arrancando tra le sabbie del deserto del Sahara! Beh, veramente si tratta di una vasta zona di dune lungo Stockton Beach ma la suggestione e' notevole! Una bella sgambata affondando ad ogni passo nella sabbia morbida, anche seguendo le tracce dei fuoristrada a trazione integrale che vengono a godersi questo insolito ambiente. Noi idem. A piedi. Siamo cotti ma ne valeva la pena. Vedi foto.




12-2
ore 20. Ale' ! Altre 26 M vela e motori e siamo a PORT STEPHENS. Grande insenatura contornata da diverse baiette fornite di moorings e di buoni fondali per gli ancoraggi. Becchiamo una boa pubblica da 3 g. a NELSON BAY presso un Marina attorniato da un grazioso centro vacanze. Bagnetti, giri in bici e kayak.




15-2
ore 20. STRONG WIND WARNING ! Siamo confinati ad una boa - troppo vicina ad una sinistra scogliera - a PROVIDENCE BAY nell' isola deserta di BROUGHTON a 10 miglia da Port Stephens. 10 miglia guadagnate oggi nell' intento di riprendere la risalita della costa. Ora rimaniamo in attesa di vedere cosa combina la bassa pressione a sud che sta creando GALE WARNING-BURRASCHE lungo tutta la costa. Intanto esploriamo l' isola percorrendo un sentierino tracciato tra campi di felci e radi cespugli. Molto primordiale. Sarebbe anche da cartolina se non fosse che i patemi sul vento forte incipiente vanno creando questa grigia atmosfera da naufraghi.




17-2
ore 19. Qui Port Hawke. Vecchia conoscenza, ci eravamo fermati io e Jeanphilippe per 2 g. durante il viaggio tutto a' la voile et tres vite verso Sydney. Anche oggi tutto vela dall' isola deserta all' imboccatura del porto. Cessato il Warning, abbiamo preso un po di pioggia, qualche frangente al traverso ma ha soffiato un buon SW da 15 n che ci ha consentito di arrivare gia nel primo pomeriggio per fare qualche acquisto in paese e una passeggiatina nei paraggi.




19-2
ore 20. Eravamo partiti ieri all' alba per raggiungere il porticciolo di CROWDY che distava 28 miglia. Date le buone condizioni meteo, sud 20 nodi, verso mezzogiorno ce lo trovavamo gia al traverso e si decideva di proseguire verso CAMDEN HEAD. Anche questo buon ridosso venive pero snobbato per arrivare ad entrare a PORT MACQUARIE.
Ma si fa presto a dire "entrare"! Tra i due muraglioni d' ingresso c' era un tale marasma di onde e frangenti che non me la sono sentita. Sara' rincoglionimento senile o la saggezza della vecchiaia ma basta rischi azzardati ! Proseguivamo cosi ancora lungo la costa verso nord per tutta la notte. Notte magica: fantasmi di delfini fluorescenti giocavano attorno a noi lasciando sott' acqua lunghe scie di stelline tremolanti.
Ed eccoci qui a COFFS HARBOUR in banchina da questa mattina, ancora bagnati per i recenti piovaschi e cotti dal sonno. Anche perche tutta la mattinata l' abbiamo passata dal medico del computer e in varie incombenze. Ok. A nanna.

sabato 2 gennaio 2010

PORT EDEN - SYDNEY


9-12-2009
ore 22.10 Cambiato orizzonte. Data finestra di vento buono questa mattina ci siamo schiodati da Port Eden e siamo entrati, dopo 10 M, nella laguna di MERIMBULA.
Naturalmente non ci siamo fatti mancare un insabbiamento sulle alghe ma era praticamente previsto. Merimbula non viene menzionato nemmeno sull' ALAN LUCAS' bibbia degli ancoraggi della costa Est AU. Ingrasso stretto e insabbiato, proibitivo con onda sulla barra e scrse profondita' su tutta la laguna.
Roba da barchini e catamarani come Andromeda. Il paesino e' quanto mai vacanziero, stile old America, sembra di essere a Milwaukee ai tempi di Fonzie.

13-12
ore 6.00 Dopo tre giorni d' incanto finalmente estivo, spiagge nuoto, gelatini, sfiliamo le cime dalla boa e usciamo in mare aperto incontro al sole che sorge. Vaghe ariette da SW ma con la promessa che diventeranno vento 15- 20n da SE.
ore 12.00 Promessa non mantenuta. NE 15n. Si viaggia comunque benone a 8n di bolina, derive immerse, mantenendo la rotta senza dover tirare altri bordi.
ore 21.00 Ancorati nel canale di NAROONA. Pioviggina. Il posto non e' granche' e vedremo di fuggire via domani, barra di uscita permettendo.

In entrata poche ore fa mi e' scappato l' avviso: - cominciate a farvela addosso  ! -
 Philippe e Eugen mi hanno guardato storto e un attimo dopo eravamo lanciati a 20 nodi in surf sul pendio dell' onda piu grossa della giornata tra due muraglioni di sassi, con i motori che urlavano al massimo nella forte corrente entrante. Poi , dentro, la calma di un laghetto.
E' seguita una camminata per il paesello dove scopriamo, in seguito ad una chiacchierata in una cafeteria, che il nostro velaio sta ancora piu a nord. Sta a NOWRA.
Mille accidenti alla pronuncia e allo slang australiano!


14-12
ore 7.00 Si riparte verso il nord. Cielo coperto. Umido. No wind. Motori. Fuori la traina.
ore 20.00 Preso altro tonno, piu grosso del precedente. Nel primo pomeriggio, ma ripulito e sfilettato sara' buono per la sera e per domani. Preso poco prima di BATEMANS BAY dove andiamo ad ancorare all' esterno del canale in quanto la bassa marea e' bassa anche per Andromeda. Esiste un Marina, dove ci rechiamo con il battellino, ma e' privo di acqua e carburanti nonostante le info di Alan Lukas. Inoltre il paese si snoda in lunghezza lungo il canale e ci tocca camminare parecchio prima di arrivare in centro. Ci consoliamo davanti ad una birra e un caffe' in attesa di tornare in barca dove Phil. e' alle prese con i filetti di tonno in casseruola. NOUVELLE COUSINE.

15-12
ore 23.00 Alla mia eta' dovrei stare attento ad evitare gli sforzi intensi. Invece questa mattina sono partito con il peso del genoa sulla groppa e verso sera sulla groppa mi gravavano il genoa e un altro fiocco. Un affarone combinato con il velaio di Nowra, che non vedeva il senso di riparare il genoa in quanto troppo vecchio e cristallizzato. Mi tirava quindi fuori dal cappello a cilindro un genoa piu piccolo, messo bene, stessa inferitura, per 1000 $. Contrattando come marocchini alla fine ci si e' accordati per 800$. Ok. Comunque il vecchio lo tengo, me lo accorcio alla base e verra' usato come trinchetta gemella nelle andature di poppa.
Nowra e' un paesino come tanti, sulle rive di un fiume a 7M dal mare oceano. Da Batemans Bay sono 118 km. Due ore di autobus tra boschi di eucalipti e pascoli di bovini.
Interessante il porticciolo e l' abitato di ULLADULLA . Forse ci passeremo con Andromeda.

18-12
ore 21.00 Detto fatto, eccoci a Ulladulla. 26M di brutta navigazione: cielo grigio, pioggia, molta onda, poco vento e sbattimenti conseguenti.
Nel giro ricognitivo in paese ho beccato un calabrese, pizzaiolo, che mi informa sul 20% di italica popolazione residente. Ma intanto lui l' italiano l' ha quasi dimenticato e ci parliamo a gesti del piu e del meno. E dell' incendio nell' entroterra di ieri: infatti a Batamans bay l' aria era di un caldo infernale. Veniva a raffiche da ovest ed era come respirare mattoni bollenti.

19-12
ore 18.00 Tra alti e bassi .Ieri brutta navigazione, oggi ottima. Cielo terso, 20 n da S-SE, randa e fiocco, pensavamo gia di fare la notte e proseguire quando trrr...trrr...il winch dove e' avvolta la lenza frigge e tiriamo a bordo un bel YELLOWTAIL KINGFISH. Si e' sacrificato per noi. Allora per onorare tale sacrificio e' bene fermarsi nel primo posto che capita.
Ed eccoci a KIAMA microporticciolo stipato di barche dove non ci resta che ancorare all' esterno. e subito via con il battellino in cerca di limoni, vino bianco e quanto altro.

20-12
ore 18.00 Questa notte si e' ballato. Cioe', la barca sulle onde e noi dentro. Per non passarne un' altra simile nonostante il paesino sia simpatico, salpiamo l' ancora alle prime luci con la segreta speranza di raggiungere PORT HACKING. Ma chi vive sperando...etc. Niente da fare, il vento non ci aiuta. Ripariamo quindi nel piccolo porto di WOLLONGONG dove ancoriamo prua - poppa di fronte all' ingresso nell' unico posto disponibile. Qui tutte le barche stanno su tre corpi morti, segno che quando entra l' onda di NE si balla parecchio. Di NE, da meteo, ne avremo a volonta'; domani 30n offshore e fino a martedi' non si vedono variazioni. Quindi occhio! 1,2 m di fondo.

21-12
ore 18.00 Date le previsioni infauste, 35n, ci siamo spostati a ridosso della banchina principale. Ormeggio all' inglese di fianco a due grossi copertoni che penzolano con catene dall' alto del muraglione. Una giornata di massacro per cime, bitte e parabordi strattonati dall' andirivieni del moto ondoso.
Per il resto Wollongong si presenta bene. Centro di vacanze, ben oliato, Eugen si fermerebbe volentieri. Tanta gnocca, dice.

23-12
ore 20.00 Partiti all' alba, mezza giornata di motore nelle piatta, sorpassato Port Hacking e acchiappata boa privata a FRENCHMANS BAY nella grande rada di BOTANY BAY. Rada famosa in quanto scoperta da JAMES COOK nel 1770 e ancora da LA PEROUSE nel 1778. Quattro anni dopo a Parigi veniva ghigliottinato Luigi XVI il quale, un attimo prima con la testa ancora sul collo, si rammaricava di non aver avuto piu notizie dal suo esploratore preferito. Di La Perouse e l' ASTROLABE, la sua nave, esiste colonna commemorativasulla destra della baia. A sinistra si affacciano le piste dell' aereoporto di Sydney di cui si vedono gia i grattacieli e la Torre.
Vento forte da NE come da previsioni. E' curioso che il forecast locale le disgrazie le azzecca sempre e le belle notizie quasi mai.

25-12   NATALE 2009
ore 14.00 Tra qualche tempo, ricordando il Natale del 2009 si dira' : l' abbiamo passato in navigazione, motori e fiocco, con vento da Sud che si contrapponeva alle grosse onde della sfuriata da NE del giorno prima e parte della notte che, rimbalzando sulla scogliera tra Botany Bay e Sydney, producevano un mare impossibile. Fino a che siamo entrati finalmente a Port Jackson ormeggiando poi ad una boa di Rose Bay. Dalle 6 alle 9 am. Seguiva in mattinata un giretto con Eugen tra le ville e le spiaggette della costa antistante mentre Phil. si dedicava alla cucina.
Ora il Sud e' rinforzato fino a 25 nodi. Confidiamo nel corpo morto. (?)


26-12
ore 17.00 Santo Stefano.Partenza annuale della famosa regata Sydney - Hobart. Vago senso di rammarico e piccolo impulso a infilarsi nel gruppo e seguirlo fino in fondo. Ma "fondo" potrebbe voler dire fondodelmare. Nei prossimi giorni infatti per i regatanti ci sara' da bolinare duramente specie nello Stretto di Bass contro 30 n da SW.
Ok, abbiamo gia dato. Ci infiliamo comunque nel marasma di imbarcazioni di ogni tipo che affollano i bordi del campo di regata presso la linea di partenza.
Lo spettacolo e' formidabile! Un centinaio di monoscafi da regata tirano bordi a vela in cerca della posizione migliore al VIA. E altre duecento di curiosi e appassionati, tra cui noi, li seguono dai margini del campo incrociandosi pericolosamente tra loro ogni 10 secondi. Ad un certo punto Andromeda rischia lo speronamento da parte di una grossa motonave piena di albanesi, no, turisti mentre in retromarcia cerca di allontanarsi dalla linea dove era sconfinata. ed e' grazie ad una strombazzata con il corno e i motori al massimo che riesco a schivarla per un pelo! -Un gran bourdel- dice Philippe- organizzato e sponsorizzato dalla ROLEX la precisione svizzera per antonomasia.
Poi il VIA! Prima i Maxi, monoscafi di 30 m tirati come violini con le loro funeree vele al carbonio. Dietro, il resto dei coraggiosi, una festa di spinnaker colorato che saranno ammainati dopo 500 m al momento di doppiare Southcap e cominciare a bolinare nell' oceano Pacifico verso i 40 ruggenti.
Insomma una bella manifestazione; inutile cercare di descrivere. Bisogna esserci stati.
 Almeno una volta nella vita.

27-12
ore 14.00 Oggi piccolissima navigazione fino a BLACKWATTLE BAY dopo il ponte girevole. Solo fiocco. Ancoraggio e visita al FISHMARKET, grandioso complesso, tempio del pesce di Syd. dove ci attardiamo davanti a tre porzioni di fish&cips annaffiate da una bottiglia di bianco. Al momento del caffe' facciamo conoscenza con tre italiani naturalizzati AU. Un Catanese e due calabresi di Reggio Cal. pescatori d' altura locali che sono una miniera di informazioni. Si direbbe che sono anche i maggiori fornitori del Fishmarket a giudicare dal grande cartello che campeggia di fronte ai pescherecci con le foto dei 7 fratelli della famiglia BAGNATO. Ci rivedremo nei prossimi giorni.

31-12
ore 13.40 Ultimo giorno del 2009. Ci siamo spostati a FARM COVE. Ancoraggio rituale assieme a un nutrito assembramento di barche di ogni tipo qui convenute per assistere ai fuochi artificiali che questa sera contorneranno artisticamente tutta l' arcata del Ponte di Sydney e gli slanci dell' Opera House sulla sua sinistra.
Tra la barche dei velisti ne riconosciamo diverse incontrate in altre occasioni e in altri luoghi. Saluti e scambi di battute. A terra, la ressa della gente assiepata sulle colline di fronte mi fa riflettere sulla particolarita' dell' evento che del resto viene riproposto ad ogni capodanno.
Io e altri siamo contrari ai fuochi artificiali. Troppo rumore, fumo, inquinamento atmosferico aggiunto. Si svegliano e si spaventano le bestiole nei boschi.
Perche' i fuochi? Che bisogno c'e' di simulare artificialmente e per il solo gusto di farlo, forze della natura come tuoni, fulmini ed eruzioni vulcaniche?
Un desiderio di potenza degli umani? Una rivalsa contro chisacosa di chi non si sente in pace con se stesso e soffre di proprie inconsce carenze? Non bastano i fuochi delle guerre moderne i cui risultati sono solo pianto e miserie? Si dira' che tutto questo e' molto umano. Historia docet.
Ma io e altri siamo contrari. Questa sera dal ponte del catamarano Andromeda vedremo di che si tratta. Sicuramente per Andromeda non sara' una novita', anzi: Andromeda e' una galassia composta da miliardi di stelle fiammeggianti (come i miliardi di lavori in lista) supernovae, pulsar, buchi neri, etc. in continuo divenire tra nascite e morti di corpi celesti. Il massimo dei fuochi naturali, non artificiali, di cui e' costellato l'Universo. Andromeda e' visibile tra CEFEO suo padre e CASSIOPEA sua madre.
Nei pressi vediamo anche la costellazione di PERSEO suo salvatore, che tiene in mano ALGOL stella rossa, testa di MEDUSA. Per intenderci, la testa irta di serpenti guizzanti, chi la guardava rimaneva di pietra.
Il nostro Perseo per tagliarla di netto dal corpo di Medusa uso' lo stratagemma dello specchio. Successivamente la esibi' di fronte al mostro marino che stava di guardia, per ordine di Poseidone, allo scoglio dove era stata legata Andromeda.
Poseidone riteneve di aver ricevuto dei torti da questa bella ragazza, troppo sicura di se, un po vanesia e poi con quel nome cosi' equivoco: andros > uomo. Un Trans?
Ma immaginiamo la scena: scende dal cielo Perseo in groppa a PEGASO, il suo cavallo alato; trae dalla bisaccia la testa di Medusa in faccia al mostro marino che subito si tramuta in uno pietra e libera Andromeda dallo scoglio dove stava legata. La accomoda quindi sulla sella davanti a lui e se la porta via.
 Dove? In Persia naturalmente.
Vissero felici e contenti?
.
 
















domenica 6 dicembre 2009

PORT EDEN E RITORNO


29-11
ore 22.00 L' Australia dei bianche e' nata come terra dove relegare i delinquenti. Terra di forzati. Ecco perche anche noi siamo qui relegati forzatamente ad una boa in attesa che cambi il tempo. Doveva dare buono per domani invece pare che fino a giovedi non se ne parli. Sempre piu spesso riprendo l' articolo di quei tali che hanno aspettato 22 giorni per fare lo Stretto di Bass. Non vorremmo superare tale record; tank you. Intanto c'e' luna piena e finisce che la perdiamo.

1-12
ore 17.00 Mollata la boa del 27-11 perche il vicino di barca ci ha avvisato che il corpo morto e' di scarso peso e gia un monoscafo se l' e' tirato dietro finendo a rocce.
Beccata quindi grossa boa con luce di segnalamento. Ma rimane troppo esposta a vento e onde e la notte scorsa ballava parecchio sotto raffiche da 30n.
Quindi all' alba di oggi ci siamo spostati a ridosso dal furioso SUD che continua a pompare dall' ANTARTICO in una baietta a sud di TWOFOLD BAY dove gia sono ancorati lo scafo giallo di MEDINA e quello verde del tale che ci ha concesso di fotografare alcune pagine del suo portolano della Tasmania .
E' seguita poi una camminata all' antica torre di RED POINT avvistamento balene. Per poi arpionarle e farle a fette.

2-12
17,30 Cielo sereno. Tornato il sole. Aria ancora freddina persistendo vento 15n da SE. 1018 mb.
Senti come evolvono certi ragionamenti: per domani previsto vento da Nord fino a venerdi quando girera' di nuovo a Sud. Perfetto, partiamo domani e dove arriviamo, arriviamo. In 6 ore possiamo arrivare a GABO ISLAND poi con altre 120M possiamo entrare a LAKES ENTRANCE o FLINDERS ISLAND.
 Ma: se partiamo domattina saremo a Gabo Is. per le 12 am. Rimane il pomeriggio e la notte per fare il restante...Uhm...120 M, sara' dura;  venerdi mattina ci troviamo a meta strada mentre parte il SW che passera' da 30 a 35n secondo la stampa fornita dalla Capitaneria.
 OK. Allora ci ridossiamo a Gabo Is. e aspettiamo che si calmi la burrasca.
Ridossati a Gabo Is. lungo le rocce della costa NE con 35n ? Sotto una burrasca del genere le onde contornano un' isola cosi piccola e si scontrano sull'altro lato alzando un minestrone micidiale! Andromeda su tre ancore, strattonato da tutti i lati passerebbe dei quarti d' ora cosi' brutti da mollare catene e ancore sul posto per cercare di tornare qui a Port Eden.
Conclusione: non si parte. Aspettiamo tempi migliori. Al pontile dei pescatori dove ci siamo ormeggiati stamattina.
Ma senti il resto: ragionando ancora ci accorgiamo di un errore; le miglia da Gabo Is. non sono 120 bensi' "solo" 90. Sono le 19, il vento sta girando a NE.
 Ale'. Via! Si parte. In 24 ore con una notte e una giornata di vento da nord ridossati dalla costa ce la facciamo.

4-12
ore 9.30 Ieri sera alle 19.15 a 9 miglia da Lakes Entrance, dopo una meravigliosa giornata di sole e vaghe ariette da Est da aiutare con i motori, e' partita una cannonata che ha nebulizzato il genoa in centomila coriandoli di dacron!
 In forte anticipo sul previsto e' comparso furioso il nefasto WESTERLY dello Stretto di Bass.
Premendoci pericolosamente contro la costa, non abbiamo potuto fare altro che assecondarlo con due motori al massimo guadagnando piano piano acqua verso il largo.
Tutta la notte. In tre a turni di 30 minuti ciascuno. Presto si sono alzate onde enormi e una di queste, l'anomala della famiglia, ci ha inclinati di fianco fino a 45 gradi esplodendo poi il frangente sotto la pancia di Andromeda. Da ogni ripiano le cose sono schizzate dappertutto e da quel momento stiamo ancora camminando su strati di libri e riviste.
Procediamo intanto verso Gabo Is. con il solo yenkee da tempesta ingarrocciato allo strallo mobile. Il meteo annuncia che il SW girera' a SE. Saremo allora come l' OLANDESE VOLANTE dello Stretto di Bass e i marinai si faranno il segno della croce al comparire tra le nebbie di quel vecchio catamarano bianco con il genoa sbrindellato. Amen.

5-12
ore 7.19 Rieccoci alla boa di Port EDEN, paradiso ritrovato.
Bella regata. Due notti e due giorni di mare duro ma ieri sera all' arrivo eravamo primi. Abbiamo vinto.
 Non coppe o medaglie ma la pelle, continuando cosi' a campare per altre avventure cercate o no.
 Questa ci e' caduta addosso: cercando scrupolosamente di evitare il venerdi 4-12, che gli ultimi forecast davano a 45 n da SW, ci siamo invece finiti dentro fino al collo.
 OK. Lecchiamoci le ferite. Genoa da rifare ex novo, golfare divelto del battellino che per poco non e' stato strappato via da Andromeda, forte laringite, etc.
La Tasmania ce la possiamo dimenticare. Troppi casini e sofferenze. Proviamo invece a fare i turisti tranquilli e rilassati muovendo questo camper galleggiante a piccole tratte sicure. Proviamo.

7-12
ore 22.00 Visto? Alla fine a Lakes Entrance ci siamo arrivati. Io e ROAN dopo 250 km di asfalto tra gli eucalipti sul suo pick-ap-camioncino. Nel cassone, il genoa ferito, in cerca di un sail maker che lo rimetta in sesto. Rien a faire. Trovato nada.
Pero' c'e' da dire che la zona dei laghi e' bella e ben organizzata. E' comparso Medina, partiti ieri e arrivati oggi. Beati loro. Li abbiamo aiutati nell'ormeggio al Marina; proseguiranno per Launciston.
Ma chi e' Roan? E' il vicino di barca della prima ora, quello che ci segnalava la boa a rischio; e' l' Enzo Lombardi dell' Australia.
Chi trova un amico trova un tesoro.

sabato 28 novembre 2009

SYDNEY - PORT EDEN


20 - 11 - 2009
ore 22.00 Cambiato boa di primo mattino. Finiamo a Rushcutter Bay presso D'ALBORA MARINA. 20$ al g. Segue giro spesa. Nel pomeriggio si scatena un NE da 30n (previsto) e si balla parecchio. In serata, calma di vento e tagliatelle al pesto in barca. Eugen che e' sceso a terra per 2 ore ha trovato due postazioni internet con free wireless. A domani.

21-11
ore 21.00 Turismo e lavoretti di pittura boma. Rendez vous con Gino Nalini nel pomeriggio. Collega di lavoro ai tempi della Telecom.it ormai naturalizzato AU.

22-11
ore 21.00 Domenica australiana: tutti a tirare bordi a vela nella baia di Syd. E a smaltire le tirate di birra cominciate venerdi pomeriggio.
La pressione cala a 997mb. Aspettiamo il peggio...Invece abbiamo un pomeriggio di aria bollente e una dolce serata con fuochi artificiali.
Fatto il pieno di gas per la cucina. Vediamo quanto dura in tre.

23-11
ore 0.50 La prima raffica arriva come una cannonata! Mi ribalta con violenza lo sportello del tambucio, butta per terra la lucetta di fonda e vuole portarsi via la randa che sbatte furiosa sopra il copriranda aperto, come una fiamma bianca nella notte. Le raffiche che seguono vogliono portarsi via anche me mentre tento mezzo nudo di legare il boma e chiudere le cerniere. Poi escono Phil. e Eugen a darmi una mano. La pressione e' salita a 1007mb molto rapidamente. Si spiega cosi' questo vento improvviso. Da Sud; e siamo ridossati dai grattacieli della city !
ore 20.30 Fatte 3 M. Solo fiocco, Eugen al timone da Rushcutter Bay a Watson Bay. Giornata grigia, vento da S, sfighe varie tra le quali spicca quella del taglio-foratura del gommone sulle conchiglie della riva. Ero senza lavoro. Peccato perche questa periferia della city e' molto panoramica e suggestiva.Un po Old Time, si respira un'aria di inizio secolo. Domani foto. Se la pezza del gommone tiene...

24-11
ore 20.00 Il 24-11 da queste parti corrisponde al 24 maggio in Italia. " Il piave mormorava calmo e placido al passaggio, dei primi fanti il 24 maggio..."
Ma con questo tempo nebbioso freddo e piovviginoso sembra di essere in Breatagna. Si trovera' bene Jeanphilippe. Quindi, giornata triste .I due sono andati con Bus in centro; io in barca a cucire foderine, sempre con il patema che arrivi il proprietario della boa che forse si incazza, sgancia Andromeda, lo lascia alla deriva e riattacca la sua barca. Provato a pescare. Preso un pescetto argentato usato poi come esca. Piu niente. Strappato un amo. Il vento rimane contro. Dormiamoci su.

25-11
ore 9.00 204M a PORT EDEN. Partiti alle 6, siamo al traverso di BOTANY BAY. NORD-EST 1-2 Bf. Motore. Un mese a Natale.
ore 19.00 147M a Port Eden. Rinforzo del NE che perdura ancora a 3-4 Bf. Bene. Sereno. 1014 mb ma segna pioggia. Traina a rimorchio.

26-11
ore 6.00 95M a Eden = 109m > 24h. Notte alla vela, randa 2 mani terzaroli piu genoa. Previsto rinforzo. No segnale cellulare. Rimane il forecast sul VHF, se si riesce a capirne qualcosa... Compaiono di quando in quando foche e albatross. Preso un bel tonno.

27-11
ore 3.00 Arrivati a PORT EDEN. In piena notte dopo una sosta alla cappa lungo la scogliera sotto tuoni fulmini diluvio. Arrivo bagnato, arrivo fortunato. Da Sydney e' stato un crescendo da una condizione di tempo ideale a una di tragenda. Ancora su fondo di 8,5m.


ore 9.00 Salpato àncora e acchiappata boa libera. Libera ma sorella di tante altre attorno; arrivera' l' omino a dire che non e' gratis anzi, prenotata. Tra le barche alla boa che ci circondano non se ne vede una che sia abitata. Butta male.Ma dove sono i navigatori che tornano in TASMANIA? Dov'e' GERRY ?

venerdì 13 novembre 2009

BRISBANE - SYDNEY


DAL DIARIO DI BORDO

6-11-2009
ore 17.00 RITORNO DA MERANO.
22 ore di viaggio. Cotto dal sonno, ripristino comunque contatto con MARINANET e ricarico 200 Mb per successivi collegamenti con i miei cari.

7-11
ore 20.00 Il trimarano di DAVIS e' ancora qui e lui anche. Scendera' a sud e "forse"  fara'  la TASMANIA. Peccato. L'avrei preferito piu determinato.
Intanto lentamente, senza ammazzarmi di fatica, ripristino le funzioni vitali di ANDROMEDA.
Ritrovato contatto radio con LUIGI e ALESSANDRO che mi auguro di sentire prossimamente, anche perche' Ale. e' partito da poco da NOUMEA e sta puntando BUNDABERG.

11-11
ore 22.00 In cuccetta, con la mente vagante nel mondo dei sogni, capto delle voci provenienti dalla realta' vera all' esterno... PHILIPPE ? Caccio la testa fuori dal tambucio ed e' proprio lui!
 Arrivato in taxi nel cuore della notte dopo un volo dall'India. Grandi feste! Brindisi a base di cocacola.
Io rumcola. Giro di foto.
OK. Ora possiamo pensare di partire. Verso SUD.

12-11
ore 15.33 Partiti. Questa mattina alle 9 dopo aver chiuso il conto con SCARBORUGH MARINA, acqua e gasolio, ci siamo sciroppati a motore le 15 M della larghezza di MORETON BAY zigzagando tra le secche di 1,8- 2 m non segnalate.
A mezzogiorno come previsto si alza un EST 3-4 Bf giusto per prenderlo al traverso e fare miglia verso SUD. 7 nodi, randa 2 mani piu genoa.Turni al timone. Philippe concentrato sulla rotta rivive i momenti magici della voile come quando veleggiavamo verso le Fiji.
423 miglia a SYDNEY dalla punta nord di MORETON ISLAND.

13-11
Ore 15.30 320 M a Syd. Con il vento buono in meno di 24 ore abbiamo fatto un centinaio di miglia. Piu le 15 a motore tra le secche di Moreton Bay.
Ma ora siamo riparati a BALLINA causa piatte e vento contro. Gia da mezzogiorno. Peccato; se fosse durato il NE avremmo raggiunto CLARENCE RIVER e sarebbe stato un bel risultato.
 Il meteo gentilmente fornito da Elena via sms dice che per domani perdura il S-SE a 20n. Domenica dovrebbe riportarsi dai settori Nord.
Intanto recuperiamo la notte di sonno, terminiamo riparazioni arretrate e guardiamo i pellicani. Siamo ancorati su 3 m in una piccola laguna del Ballina River.
C'e' un altro monoscafo a 2 alberi in legno che per un momento ho creduto fosse il MENDRUGO di Raul. Bei tempi quelli. A Colon e alle Galapagos. Ti diro'...


Da Onde su onde
14-11
ore 13,30 Ripartiti. Vela e motore.Vento da NE 2 Bf. Mattinata trascorsa a Ballina, piccola cittadina graziosa e funzionale con tanto di panetteria e dolcetti.
Esiste una cospicua, no, diciamo che c'e' un certo numero di emigrati tedeschi per cui , tra Jeanphilippe francese, gli australiani anglosassoni e i tedeschi di Ballina, sto diventando un poliglotta.

15-11
ore13.00 Ieri pomeriggio c'e' stato un rinforzino da NE e, R+G, si andava a 11n. La notte invece l'abbiamo passata a 6n cavalcando onde ruggenti, solo genoa.
Oggi bella domenica; NE scarso. Motore di dritta che aiuta R+G. Il barometro segna pioggia ed e' calato a 1006 mb. Ma gli sms di Elena danno per domani ancora NE-NW salvo un SUD verso SEAL ROCK. Stiamo in campana. 206 M a Syd. Qui: 30 e 47' S, 153 e 12' E .

16-11
ore 13.00 In realta' sono le 14.00. C'e' un' ora di differenza tra SYD. e BRISBANE. Siamo ancorati di fronte al Fish Shop di PORT HAWKE. Decisione strategica presa questa notte mentre puntavamo Syd. a motore in una piatta nebbiosa. Il porto successivo e' Port Stephens a 50 M da qui. Troppo lontano con questi WARNING che minacciano STRONG WIND e THUNDERSTORM.
Il posto e' carino, tipico centro di vacanze ma con una flotta di pescherecci ben equipaggiata.
 Viste due balene prima della barra d'ingresso. Ricevuta stampa meteo dalla Torre di Controllo.
Oggi squalo in padella con riso etc. Philippe si e' rassegnato a fare il cuoco anche perche' ogni tanto ha fame e non mangia per solidarieta' come me.
Esiste Internet Cafe' con Free Wireless. Da qui ripartiremo domani sera o mercoledi mattina. Vedi meteo.
ore 23.00 Meteo visto e sentito: tuoni, fulmini e saette! Vento rafficoso da diversi quadranti. Pioggia a scrosci. Ci stiamo ancora divertendo e non se ne vede la fine.
Pronti e all'occhio! Se serve, seconda ancora, motori, cerata e salvagenti.

17-11
ore 6.00 Eccola la'! L' ancora sta arando e Andromeda si avvicina troppo alla riva. Motori e caliamo al seconda ancora. Te pareva !
ore 20.00 Giornata ventosa .Sud 5-6 Bf. Scendiamo a terra uno alla volta tribolando nel battellino contro vento e corrente. In serata, calando un po il vento, salpiamo le 2 ancore e ormeggiamo lungo la riva a due pali liberi a cui appoggiamo la barca con due tavole e quattro parabordi.

18-11
ore 7.00 Partiti. Vento scarso da SW. Motori + R+G. Fuori dal porto c'e' un raduno di delfini. Mai visti cosi' tanti tutti assieme. Una balena cisaluta schizzando per meta' fuori dall'acqua, la pinna protesa verso il cielo azzurro. 114 M a Syd. Bon courage.

19-11
ore 11.00 Notte serena e vento sostenuto. Solo fiocco. Macinate diverse miglia e siamo a 5 M dall' ingresso della baia PORT JACKSON vale a dire SYDNEY.
Nella speranza di un pranzetto a base di pesce abbiamo fila to una traina. Ed effettivamente qualcuno ha abboccato: una SULA nera, della famiglia dei gabbiani. Assomiglia ad un' anatra e nuota nello stesso modo ma si nutre di pesce e la sua carne fa schifo. Dicono.
ore 14.00 SYDNEY. Due passaggi sotto il famoso ponte.
Poi sorpresa! Diventiamo tre. E' arrivato EUGEN LA TOUR giovanotto di 26 anni che viene a vivere le nostre esperienze nautiche. Lo imbarchiamo al volo armi e bagagli da un pontile tra il teatro OPERA HOUSE e il Ponte annesso. Ormeggiamo poi ad una boa nella rada di fronte.
ore 22.00 La boa naturalmente era privata. Ce lo veniva a segnalare un omone su un motoscafo. Pero' gentilmente ce la concedeva gratis per una notte. Perfetto. Cosi' possiamo scendere a terra e farci il Ponte ale' et return. Return dopo esserci fatti una dose di fish&chips da un libanese in zona Opera H.
Sul Ponte diversi australiani e australiane sono impegnati nel footing; tutti con un pesante zainetto sulla schiena. Per fare piu fatica.

venerdì 11 settembre 2009

Pausa



Dopo sei mesi di navigazione  Andromeda si riposa. Siamo riusciti a raggiungere Brisbane e tutto è andato bene. Gli ultimi giorni ci hanno permesso di completare alcuni lavoretti rimasti in sospeso e ce ne andiamo soddisfatti. Non ho ancora conferme dai potenziali compagni di viaggio per il prossimo tratto. Arriveranno all'ultimo momento, come è capitato altre volte.Il bagaglio è pronto. Chiudiamo tutto, un ultimo saluto ad Andromeda, placidamente ormeggiato nel piccolo e affollato marina di Scarborough, e ci incamminiamo a prendere il bus che ci porterà a Sidney per il volo di rientro.
Un grazie ai compagni di viaggio che si sono avvicendati, so che qualcuno ritornerà.
A presto Australia!
IMPORTANTE : PER LE NAVIGAZIONI PRECEDENTI VAI SU "ACQUATICA VAGABONDA" E DIGITA "A COME ANDROMEDA".